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23-05-2025

SPOUSES′ PROPERTY RELATIONS LAW

By Attorney Ruben Pescara - Excerpt from Federnotizie
In Israel, the "Spouses′ Property Relations Law" of 1973 establishes a regime that, during the marriage, is comparable to separation of property: marriage does not grant one spouse any right over assets acquired by the other, nor does the law provide that one spouse is liable with their own assets for the obligations of the other. Israeli law also provides that assets acquired by the spouses before the marriage remain their personal property.
Once the effects of the marriage come to an end, and in the absence of a different written agreement, the principle of resource balancing applies, whereby each spouse is entitled to half the value of all the spouses property, except for property acquired before the marriage, gifts or inheritances received during the marriage, pension benefits, insurance compensations, and any assets expressly excluded in writing from such balancing.
To determine this balancing, one must calculate the total value of each spouses assets (excluding the aforementioned exceptions and also accounting for any debts). If one spouses assets are worth more than the other′s, the latter is entitled to receive an amount equal to half the difference in value. This right to balancing constitutes a credit right of the less wealthy spouse. The wealthier spouse may choose to fulfill their obligation by transferring part of their assets to the other spouse. If no agreement is reached on the balancing process, a judge will decide. In essence, this is a property regime similar to the Italian community of after-acquired property. As mentioned, the 1973 law allows spouses to deviate from the legal property regime by means of a written agreement, which must be either approved by a judge or certified by a civil registrar or notary.
The regime established by the 1973 law applies to marriages contracted on or after January 1, 1974. For marriages celebrated before that date, a presumption of community of property applies to assets acquired during the marriage, unless a different written agreement exists.
A unique feature of the Israeli legal system is that it does not recognize civil marriage as such but instead confers civil effects only to religious marriages, regardless of the religious denomination. This principle stems from Ottoman law. As a result, individuals who do not wish to marry in a religious ceremony either get married civilly abroad or seek to be recognized as common-law spouses..
This is a jurisprudential construct developed to fill the legal void, allowing common-law spouses even if not officially married in the civil registry to enjoy certain rights as if they were married. For instance, Bituach Leumi (National Insurance Israel′s social security institution) considers them equivalent to legally married couples for pension purposes. This is significant because the Bituach Leumi certification is currently the only official proof of common-law spouse status issued by an Israeli authority. Married couples, by contrast, can obtain a certificate from the religious authority that officiated the marriage (e.g., the Rabbinate for Jewish marriages).
Israeli case law identifies several criteria for recognizing common-law spouse status, giving weight, for example, to the purchase and sharing of a common home, the raising of children together, and the duration of the relationship. The relationship must also be publicly known, including among family and friends.
As for the property regime of common-law spouses, the 1973 law does not apply. The prevailing case law holds that a presumption of community property applies to assets acquired during the course of the relationship, unless a different written agreement exists. In practice, the same rules that applied before the 1973 law are followed.
To date, Israeli law does not provide for same-sex marriage, although courts have repeatedly recognized rights arising from marriage or common-law spouse status for same-sex couples, such as in matters of adoption, citizenship, and pension benefits. Unfortunately, no clear information could be found regarding the property regime applicable to such couples.

A cura dellavvocato Ruben Pescara - Tratto da Federnotizie
In Israele, la Legge sui rapporti patrimoniali tra coniugi del 1973 stabilisce che in costanza di matrimonio si applichi un regime assimilabile alla separazione dei beni: il matrimonio, infatti, non conferisce a un coniuge alcun diritto sui beni acquistati dallaltro, né la legge prevede che un coniuge risponda con i propri beni delle obbligazioni dellaltro coniuge. Anche per la legge israeliana, i beni dei coniugi acquistati prima del matrimonio restano beni personali.
Una volta che vengano a cessare gli effetti del matrimonio, in mancanza di un diverso accordo scritto, si applica il principio del bilanciamento delle risorse per cui ciascun coniuge ha diritto alla metà del valore di tutti i beni dei coniugi, ad eccezione dei beni acquistati prima del matrimonio, di quelli ricevuti in dono o in eredità durante il matrimonio, delle prestazioni previdenziali, degli indennizzi assicurativi e dei beni che i coniugi abbiano escluso per iscritto da questa forma di perequazione .
Per identificare tale bilanciamento si deve calcolare il valore totale dei beni di ciascun coniuge (con le eccezioni di cui sopra, e tenendo in considerazione anche eventuali debiti), e, nel caso in cui il valore dei beni di un coniuge sia superiore al valore dei beni dellaltro coniuge, questultimo avrà diritto ad un importo corrispondente alla metà di tale differenza di valore. Il diritto a tale bilanciamento costituisce un diritto di credito del coniuge meno patrimonializzato, fermo restando che il coniuge più patrimonializzato potrà anche decidere di adempiere al proprio obbligo trasferendo al coniuge meno patrimonializzato parte dei suoi beni: in mancanza di accordo tra i coniugi sulle operazioni di bilanciamento, sarà il giudice a decidere. In buona sostanza si tratta di un regime patrimoniale assimilabile alla nostra comunione de residuo.
Come dicevamo, la legge del 1973 consente ai coniugi di derogare al regime patrimoniale legale tramite accordo scritto che dovrà essere omologato dal giudice o, in alternativa, autenticato da un ufficiale di stato civile o da un notaio.
Il regime patrimoniale previsto dalla legge del 1973 si applica ai coniugi che hanno contratto matrimonio a partire dall1 gennaio 1974. Per i matrimoni celebrati antecedentemente, invece, opera una presunzione di comunione dei beni acquistati dai coniugi in costanza di matrimonio, sempre fatto salvo un diverso accordo scritto.
Una particolarità dellordinamento israeliano è che non contempla un istituto equivalente al matrimonio civile, ma si limita a riconoscere gli effetti civili ai matrimoni religiosi di qualsiasi confessione, ereditando tale principio dal diritto ottomano. A causa di ciò, le persone che non intendano sposarsi religiosamente o si sposano civilmente allestero oppure cercano di essere riconosciute quali coniugi di diritto comune.
Si tratta di una creazione giurisprudenziale che ha sopperito al vuoto normativo, per cui i coniugi di diritto comune pur non risultando sposati negli atti dello stato civile godono di taluni diritti come se fossero sposati: per esempio, la Bituach Leumì (Assicurazione Nazionale listituto israeliano di previdenza sociale) ai fini pensionistici li considera al pari delle persone regolarmente sposate. Ciò è importante perché la certificazione della Bituach Leumì è ad oggi lunica attestazione ufficiale rilasciata da unautorità israeliana dello status di coniuge di diritto comune, mentre per le coppie sposate è possibile ottenere un certificato dallautorità religiosa che ha celebrato il matrimonio (che sarà il Rabbinato per quel che riguarda i matrimoni ebraici).
La giurisprudenza individua diversi criteri per riconoscere lo status di coniuge di diritto comune, dando rilevanza per esempio allacquisto e alla condivisione di una casa comune, in cui vengano cresciuti i figli comuni, così come alla durata del rapporto. Inoltre, il rapporto deve essere manifesto, ad esempio nei rapporti con familiari e amici.
Per quel che riguarda il regime patrimoniale dei coniugi di diritto comune, non trova applicazione la legge del 1973: la giurisprudenza prevalente ritiene che operi una presunzione di comunione dei beni acquistati dai coniugi in costanza di rapporto, fatto salvo un diverso accordo scritto: di fatto, si applica la medesima disciplina precedente allentrate in vigore della legge del 1973.
Ad oggi, la legge israeliana non contempla il matrimonio tra persone dello stesso sesso, anche se i tribunali hanno in più occasioni riconosciuto alle coppie omosessuali i diritti nascenti dal matrimonio o dallo status di coniuge di diritto comune (per esempio per quel che riguarda ladozione, la cittadinanza e i trattamenti pensionistici): purtroppo, non abbiamo reperito alcuna informazione in merito al regime patrimoniale applicabile a tali coppie.